NERO COME IL GIALLO

blog di Roberto Santini - Scrittore

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Utente: robertosantini
Nome: Roberto Santini
Vivo e lavoro a Firenze. Ho pubblicato romanzi e racconti giallo-noir. Sono insegnante e faccio parte dell'Ordine degli Psicologi. L'interesse per la scrittura è nato relativamente tardi, quello per la psicologia continua, anche se attualmente non lavoro "sul campo", come ho fatto a suo tempo. - ------------------------------------ Questo blog viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001» ------------------------------------------- Gli articoli e i racconti firmati Roberto Santini sono proprietà dell'autore e non sono riproducibili. Salvo autorizzazione.

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martedì, 24 novembre 2009

Recensione sul "Tirreno" per le antologie Laurum
EROS E THANATOS
Sul "Tirreno" di domenica 22 novembre u.s. è uscita a firma di David Fiesoli, una recensione all'antologia "Toscana a luci rosse" (Laurum). Ne riporto qui alcuni stralci.
"Eros e Thanatos sono una coppia indissolubile, principio generativo e impulso distruttivo, pulsione di vita e Tirreno Antologiepiccolopulsione di morte. Nella cronaca, il loro tragico legame è spesso fonte di morbosa (a tratti insana) curiosità. Nella letteratura e nell'arte in genere sono i personaggi di ogni dramma che venga messo in scena. In particolare, nel genere del giallo e del poliziesco sono garanzia di successo. Ecco dunque che un'operazione come "Toscana a luci rosse", raccolta di racconti a cura di Riccardo Parigi e Massimo Sozzi, unisce sapientemente la trama piccante dell'Eros all'intreccio intrigante di Thanatos, nella forma del crimine e del mistero... Gli stili sono certo distanti e diversi nell'affrontare la componenete erotica [...] quelle luci rosse si fanno soffuse o accecanti attraverso la penna di chi, senza ipocrisie né volgarità, intinge il sesso nell'inchiostro nero del crimine nei modi più disparati [...] Oltre che dai fiorentini Sozzi e Parigi, la Toscana a luci rosse è dipinta in venti racconti anche da nomi già noti agli appassionati del thriller alla toscana e non solo, come Leonardo Gori, Roberto Santini, Enrico Solito, e la pisana Paola Alberti". (David Fiesoli). L'antologia, come sarà scritto più diffusamente nei prossimi giorni, sarà presentata venerdì a Firenze, alla Mel Book Store in via Cerretani alle ore 18, presenti i curatori e alcuni autori.

Roberto Santini
postato da: robertosantini alle ore 06:49 | link | commenti
categorie: recensioni
lunedì, 23 novembre 2009

Settimana in giallo
Ricorrenze dal 23 al 29 novembre
23 Novembre 1966, nasce Vincent Cassel, attore francese, interprete de "I fiumi di porpora" e "La promessa dell'assassino".
24 Novembre 1963, il presunto assassino di Kennedy, Lee Harvey Oswald, viene ucciso a colpi di pistola da Jack Ruby, a Dallas, in diretta televisiva.
25 Novembre 1970, in Giappone lo scrittore Yukio Mishima commette un suicidio rituale dopo aver fallito nel portare l'opinione pubblica verso il suo credo politico.
dahmmer26 Novembre, compleanno di Barbara Garlaschelli, scrittrice italiana.
26 Novembre 1996, muore Guido Gratton, calciatore italiano della nazionale e della Fiorentina (nato nel 1932). È morto a 64 anni, ucciso da alcuni rapinatori introdottisi nella sua casa di Bagno a Ripoli per sottrargli l'incasso di un piccolo circolo tennistico che gestiva da qualche tempo. Oltre settemila persone parteciparono ai suoi funerali, tenuti nella Basilica di Santa Croce, a Firenze.
26 Novembre 1983, a Londra, 6.800 lingotti d'oro, per un valore di quasi 26 milioni si sterline, vengono rubati dal caveau della Brinks Mat all'Aeroporto di Heathrow.
27 Novembre 1916, muore Carolina Invernizio, scrittrice italiana (nata nel 1851). Molte sue storie trattano delitti e misteri.
28 Novembre 1994, muore Jeffrey Dahmer (foto), criminale e serial killer statunitense (nato nel 1960). La sua condanna fu di 15 ergastoli, dato che nel Wisconsin non esiste la pena di morte. In prigione, i media sostenevano che Jeffrey avesse trovato la fede e che si fosse convertito al cristianesimo. Tuttavia, il 28 novembre del 1994, Dahmer trovò la morte nel carcere. Venne ucciso da un altro detenuto, Christopher Scarver (arrestato per aver ucciso due uomini), che gli fracassò il cranio con un bastone, sostenendo che Dio gli avesse impartito l'ordine di punirlo per quel che aveva fatto.
29 Novembre 1981, al largo dell'Isola di Santa Catalina, l'attrice Natalie Wood affoga in un incidente nautico. Morì in circostanze misteriose mentre si trovava sul suo yacht insieme al marito Robert Wagner e all'attore Christopher Walken. Aveva solo 43 anni. Sebbene si fosse parlato di "triangolo scandaloso" tra lei e Christopher Walken, che recitava con lei in "Brainstorm" (uscito postumo nel 1983), le testimonianze di Walken e Wagner sull'incidente furono perfettamente coincidenti. Sulla vicenda nel 2004 il regista Peter Bogdanovich ha diretto il film TV "The Mystery of Natalie Wood".
Roberto Santini
postato da: robertosantini alle ore 06:16 | link | commenti
categorie: calendario in giallo
domenica, 22 novembre 2009

Recensione su Sherlock Magazine
NOTTI DI RASO BIANCO
Segnalo il n°16 di "Sherlock Magazine e la recensione di Graziano Braschi al mio romanzo "Notti di raso bianco", (Laurum) recensione che qui sotto riporto nel suo incipit. La rivista, 144 pagine, 12,00 euro (per i soci 10,80) si riceve in abbonamento.
Si può acquistare solo su http://www.delosstore.it/delosbooks/scheda.php?id=33832#
"Anche nel suo terzo romanzo, Roberto Santini è fedele alla ricerca sugli "strati" profondi della psicologia di sm16_zNotti di raso bianco1personaggi (che sono sempre commissari dì polizia) lacerati da insanabili contraddizioni   e   alle   prese con  scelte  cruciali  e  difficili, A cui si aggiunge fatalmente l'emersione nella loro mente di un angoscioso passato. Il   background   sociale   non  è certo   un   semplice   contorno rimandando puntualmente alla difficoltà degli  italiani  a trovare  un'identità   nazionale o almeno  a   riferirsi   ad   una forza morale comune: e questo senza  apprezzabili  differenze dagli anni bui della guerra "La regola del male" (2005) a quelli del diffìcile dopoguerra  ("A luce spenta", 2007) fino agli attuali non meno drammatici in cui si svolge questa storia. Ma è indubbio che la soluzione narrativa è abbastanza diversa da quella dei precedenti testi, da cui "sterza", come ammette lo stesso Santini. Questa scelta è forse dovuta al fatto che vi sia un solo personaggio contro tutti (pochi, indecifrabili, presunti ostili). Solo lui, in sostanza, medita ed agisce dentro un paesaggio che per definizione dovrebbe essere sereno se non bucolico: la campagna toscana con tanto di collinetta, boschetto e casa colonica. Ma che, soprattutto nella sua versione notturna, si dimostra fertile di misteri e di bei delitti (come confermano la narrativa noir dedicatagli e la cronaca nera di quest'ultimi decenni). Questo personaggio "unico", il commissario Marino Serato, medita un piano per liberarsi di una sporca storia di riciclaggio di soldi sporchi e di traffico di stupefacenti, in cui si trova immerso fino al collo: cambiare vita, appunto, totalmente e senza ritorno. Cioè "sparire", darsi per morto" ...segue (Graziano Braschi).
Roberto Santini
postato da: robertosantini alle ore 07:35 | link | commenti (1)
categorie: recensioni, riviste

Recensione su Thriller Magazine
CRIMINI DI PIOMBO
Segnalo la bella recensione di Fabio Lotti all'antologia "Crimini di piombo" edita da Laurum. Si tratta di un libro che raccoglie 29 racconti tesi a ricostruire un periodo storico, non in modo scientifico, da studiosi, ma Crimini_di_piomboandando a cercare nelle "pieghe" nascoste di quei momenti, grazie alle infinite possibilità offerte dal racconto. Lotti inizia così:
"Perché?
E chi non si ricorda gli anni di piombo, quelli del terrorismo, delle Brigate rosse, dei comizi di Capanna, dei tre squilli di tromba prima della carica della polizia, dei capelloni, degli eskimo e delle barbe incolte, del tutto e subito, dei figli di papà, dei giubbotti neri e dei giacconi militari, degli espropri proletari, dei Mao, dei Lenin, di Ordine Nuovo, di Piazza Fontana, di Aldo Moro, dei gambizzati, degli infiltrati, e di tutte le vittime innocenti di quel tremendo massacro? Li ho vissuti a partire dai primi tristi segnali all'Università di Firenze. Un po' di sbieco, a dir la verità, che tutti quegli slogan, tutto quell’odio mi appariva enorme, esagerato, mostruoso. Incomprensibile.
Ma se me ne fossi dimenticato anche per una piccola parte ecco a ricordarmeli e a ricordarceli Crimini di piombo di A.A.V.V., Laurum 2009, a cura di Daniele Cambiaso e Angelo Marenzana" segue... (Fabio Lotti da "Thriller Magazine")
Roberto Santini
postato da: robertosantini alle ore 06:20 | link | commenti
categorie: recensioni
sabato, 21 novembre 2009

Cronaca nera: caso Cesaroni

Il mistero di Via Poma   (4)
Negli ultimi anni, a più riprese, si è tornati a sentire notizie di vario tipo sul delitto. Nel 1995 si parlò del Videotel (l'antenato di Internet), ma poi venne fuori che il computer su cui lavorava la Cesaroni non era collegato in rete. Naturalmente non potevano mancare illazioni sui servizi segreti. Fu detto che il Voller e la sede AIAG c'entravano con i servizi. L'AIAG doveva essere addirittura un luogo di copertura. Poi nel 2004 ecco che si parlò del lavatoio condominiale di Via Poma. C'erano tracce che in seguito non risultarono di sangue. Il fatto era che la polizia scientifica poteva dotarsi di risorse impensabili nel 1990 e che qualsiasi traccia rinvenuta allora, era possibile acquistasse un nuovo significato alla luce delle moderne tecniche di Raniero Buscoindagine. Infatti nel 2004 l'analisi dei pochi indumenti indossati da Simonetta al momento della scoperta del delitto, portarono al risultato di trovare un DNA maschile. Pochi mesi dopo viene analizzato il DNA prelevato a una trentina di persone coinvolte a vario titolo con i fatti in questione. Si lavorò sulla traccia biologica trovata sul corpetto e sul reggiseno. Un paio di anni più tardi cominciò ad uscire il nome di Raniero Busco (nella foto), il fidanzato della ragazza al tempo dell'omicidio. I giornali parlarono di DNA dell'uomo emerso per sei volte sugli indumenti analizzati. Siamo nel settembre del 2007: Raniero Busco viene iscritto nel registro degli indagati. Le successive analisi, quelle del 2008 sul sangue trovato sulla porta nella stanza del delitto, non portano  a risultati decisivi. Si parla solo di compatibilità con il DNA di Raniero Busco. Poi si analizza il famoso morso sul seno della vittima e si preleva l'impronta dell'arcata dentaria al Busco, in modo da ottenere un confronto. Siamo a pochi mesi fa. Si parla di nuovo di "compatibilità" risultante dal confronto. I difensori dell'uomo non sono convinti e lo dichiarano: "Un elemento importante, ma non decisivo perché non collocabile temporalmente sulla scena del delitto: i due ragazzi si erano visti il giorno prima dell'omicidio, come ha raccontato a suo tempo alla polizia lo stesso indagato". (da "La Repubblica). Viene anche fuori che l'alibi del Busco non è così sicuro come si credeva: lui non era a riparare il motorino di un amico. La riparazione c'era stata il giorno prima. Intanto pare esista un'inedita testimonianza che porterebbe nuovi elementi utili all'accusa. Tutto al condizionale: una donna che parrebbe avere avuto una relazione con Raniero Busco, mentre lui frequentava Simonetta Cesaroni. Il 9 novembre ultimo scorso c'è il rinvio a giudizio per il Busco. Il processo prenderà il via il 3 febbraio del 2010. Ora non resta che attendere gli sviluppi di questa tristissima, terribile, ingarbugliata vicenda, nella quale gli errori si sono succeduti con ritmo incalzante, intralciando per anni la scoperta della verità. Vista da lontano, da lettore di giornali, l'implicazione di Raniero Busco sembra piuttosto labile, ma dare un giudizio oggi, senza essere dei tecnici in materia giuridica e senza conoscere a fondo l'evolversi delle indagini, potrebbe apparire veramente superficiale, se non addirittura ingannevole.
Roberto Santini
postato da: robertosantini alle ore 06:37 | link | commenti (1)
categorie: cronaca nera caso cesaroni
venerdì, 20 novembre 2009

NEMICO PUBBLICO
La tragica storia di John Dillinger. Gangster a modo suo gentile, perfino romantico, ma spietato assassino e cacciatore di soldi costi quel che costi. A suon di mitra e a capo di una gang armata, rapina banche e sbeffeggia la polizia. Una polizia spietata come lui e senza neanche quel tocco di eleganza che l'ottimo Deep riesce ad infondere al suo personaggio. Il film riporta in modo scarno, ma efficace, gli anni del "dopo-depressione", quando le rapine e la violenza imperversavano negli Stati Uniti, mettendo in seria nemicodifficoltà la polizia che, dovendo adeguarsi, sceglieva metodi scientifici di indagine, e nello stesso tempo, metodi che andavano per le spicce. L'eleganza di Dillinger nascondeva in realtà un durissimo criminale, pronto a tutto e insensibile ai lutti che provocava. Il Dillinger-Deep diventa fatalmente simpatico, ma a guardarlo bene è un uomo vuoto, preso solo dal lusso, dai soldi, dai ristoranti eleganti e dalle belle donne. Unico riscatto "morale" la consapevolezza, nascosta in ogni modo, ma presente, del suo destino sempre a un passo dalla morte. Tutto questo anche perchè il suo "nemico" è il G-man interpretato (benissimo) da Christian Bale che, oltre ad essere spietato killer di delinquenti, è anche molto più freddo e meno sensibile al piacere, dunque meno fragile di Dillinger. Può uccidere con calma, come fosse un normale cacciatore, un uomo in fuga, semplicemente sparandogli alle spalle. Intanto Dillinger si prende tutto quello che può. Arraffa perfino la sua donna, quella che ama. La "rapisce" quasi, ordinandole di lasciare il suo lavoro di guardarobiera per seguirlo, fino a costringerla a condividere, almeno in parte, il suo destino. Veramente bella, nella sua drammaticità, la scena dell'interrogatorio di lei che si becca le botte che i poliziotti impotenti vorrebbero rifilare al suo uomo. Michael Mann, perdonate l'enfasi e forse l'esagerazione, ma non sono un critico cinematografico e parlo da spettatore... fa un film perfetto. Non un dialogo è noioso, o fuori dal ritmo serrato e "giusto" che il regista dà alla storia. Sceneggiatura impeccabile. Ottimi gli attori. Film da vedere. Non si buttano via i soldi. "Nemico Pubblico". Un film di Michael Mann. Con Johnny Depp, Christian Bale, Marion Cotillard, Billy Crudup, Stephen Dorff.Stephen Lang, Channing Tatum, Leelee Sobieski, Emilie de Ravin, Giovanni Ribisi, David Wenham, Rory Cochrane, Lili Taylor, Carey Mulligan, John Ortiz, James Russo, Christian Stolte, Jason Clarke, John Judd, Michael Vieau, Wesley Walker, Branka Katic. Titolo originale Public Enemies. Thriller, durata 143 min. - USA, novembre 2009.
Roberto Santini
postato da: robertosantini alle ore 06:47 | link | commenti
categorie: film
giovedì, 19 novembre 2009

Cronaca nera: caso Cesaroni

Il mistero di Via Poma   (3)

“Dov’era mentre Simonetta moriva?” I titoli dei giornali sbattevano in prima pagina il nome di Vanacore e lo facevano a partire dai gravissimi indizi che gravavano su di lui. “Petrino Vanacore, (nella foto) 58 anni, portiere dello stabile in Via Carlo Poma 2, è da ieri in una cella del carcere di Regina Coeli. Nei suoi confronti è stato emesso un fermo di polizia giudiziaria, perché è gravemente indiziato di aver ucciso martedì scorso, Simonetta Cesaroni, la ragazza di vent’anni massacrata a coltellate. Solo indizi, nessuna prova e ancora tanti interrogativi”, scriveva il quotidiano “L’Unità”. Secondo la ricostruzione che si può leggere su Wikipedia: “Dalle voci raccolte dalla polizia, Petrino Vanacore Vanacorenon era con gli altri portieri giù nel cortile nell’orario che va dalle 17.30 alle 18.30, cioè l’orario in cui Simonetta è stata uccisa. C’è uno scontrino sospetto, Vanacore ha comprato dal ferramenta, alle 17.25 un frullino. È testimoniato che alle 22.30 Vanacore si è diretto a casa dell’anziano architetto Cesare Valle, che si trova più su dell’ufficio incriminato, per fornirgli assistenza. Cesare Valle però dichiara che il portiere è arrivato a casa sua alle 23.00. Questa mezz’ora di intervallo tra le due testimonianze porta gli investigatori a sospettare del portiere cinquantacinquenne. In un paio di suoi calzoni vengono trovate macchie di sangue. Nella scala B il pomeriggio del 7 agosto 1990 ci sono solo due persone, Cesare Valle e Simonetta Cesaroni. Nessun estraneo è stato visto entrare. Vanacore, il portiere dello stabile B, si assenta dalle 17.30 alle 18.30, orario dell'omicidio. Questa per gli inquirenti è la soluzione del caso. Petrino Vanacore passa 26 giorni in carcere, poi il suo avvocato convincerà i giudici a farlo uscire. Ad un esame approfondito, le tracce di sangue sui pantaloni risultano essere dello stesso Vanacore, che soffre di emorroidi. Inoltre viene sostenuta la tesi che chiunque abbia pulito il sangue di Simonetta si sia sporcato gli abiti dello stesso. E poiché Vanacore ha indossato gli stessi abiti per tre giorni di fila - dal 6 agosto all'8 agosto 1990 - ed essi sono esenti del sangue di Simonetta, allora non può essere stato lui. Le circostanze assai sospette lo fanno rimanere l’obiettivo numero uno della polizia, ma accertamenti sul DNA del sangue ritrovato sulla maniglia della porta della stanza dove è stato rinvenuto il corpo, scagioneranno ulteriormente Pietrino (Petrino) Vanacore”. È probabile che questo errore iniziale, compresi i 26 giorni che il portiere si fece in carcere, abbiano dato un colpo decisivo alle indagini. Coprendo il vero colpevole e attenuando le ricerche, visto che un probabile assassino era già stato assicurato alla giustizia. La pista Vanacore significa con tutta probabilità lo stop di due anni alle indagini. Nel marzo del 1992 un austriaco di nome Roland Voller afferma di sapere chi ha ucciso Simonetta Cesaroni. Ha conosciuto per caso Giuliana Ferrara e lei gli avrebbe fatto delle rilevazioni che portano a due novità assolute: suo figlio Federico Valle (nipote del vecchio Valle abitante in via Poma) è tornato a casa il giorno del delitto con un braccio ferito. Sempre Federico Valle sarebbe rimasto traumatizzato dalla relazione intercorsa fra la Cesaroni e suo padre, Raniero Valle. Tutto questo provoca interrogatori, analisi del sangue, ricerca dei riscontri, perdite di tempo e la scoperta finale che era tutto falso. Falso il coinvolgimento del giovane, falsa la relazione di Simonetta con Raniero Valle, false le dichiarazioni di Voller che, da informatore della polizia, non sembrava la prima volta che mentiva e raccontava storie inventate. Risultato: punto e da capo. (continua)

Roberto Santini

postato da: robertosantini alle ore 06:39 | link | commenti
categorie: cronaca nera caso cesaroni
mercoledì, 18 novembre 2009

IL NASTRO BIANCO
Il nastro bianco è quello che il pastore protestante di un piccolo paese impone ai suoi figli per simboleggiare la necessità di raggiungere la purezza, sconfiggendo la colpa e il peccato. E' una voce narrante, quella del maestro elementare del villaggio che, a una ventina di anni di distanza dai fatti, ci racconta cosa avvenne lì, nel nord della Germania negli anni 1913-1914, in prossimità dello scoppio della prima guerra mondiale. La vicenda ha inizio con il medico del paese che si frattura gravemente una spalla in seguito a una caduta da cavallo dovuta a una corda invisibile tesa fra due alberi sul suo percorso. Le il nastroindagini per scoprire l'autore di quello che si può definire un attentato, ci portano a conoscere uno ad uno i personaggi, grigi, banali, perfidi e nello stesso tempo indifferenti al bene e al male, che compongono il piccolo villaggio tedesco. L'attentato al medico intanto non resta isolato. Altri eventi si susseguiranno sotto lo sguardo misterioso  e un po' inquietante dei bambini delle varie famiglie. Il bianco e nero di Haneke esalta, se possibile, l'atmosfera cupa, insolita, misteriosa che avvolge tutta la storia. Il potere è agito dagli uomini che contano (il medico, il pastore, il barone) in modo sadico e senza nessun margine per aperture all'amore e alla tenerezza. Solo il rapporto fra il maestro e la sua giovanissima promessa sposa, sembra portare un po' di luce in quella storia fatta di punizioni, di non comunicazione e di indifferenza che si concretizza in modo perfetto nel suicidio di uno dei personaggi. Morte che sembra non interessare nessuno. Lungo tutto il film è molto forte la tensione dovuta al cercare di capire quale mistero si nasconda dietro gli avvenimenti strani e senza apparente spiegazione che si verificano uno dopo l'altro nel paese. I bambini intanto si muovono tutti insieme, in gruppo e assistono a quanto accade, impassibili, senza apparente interesse, facendo credere di essere i responsabili, o almeno i testimoni che "la sanno lunga". Ogni tanto qualcuno di loro ha un nastro bianco al braccio. Quei nastri bianchi pochi anni dopo si trasformeranno, lì in Germania, in stelle di Davide. Ad appuntarli sul petto delle nuove vittime saranno proprio quegli ex bambini". Film molto bello. Da non perdere.
"Il nastro bianco", un film di Michael Haneke. Con Christian Friedel, Leonie Benesch, Ulrich Tukur, Ursina Lardi, Burghart Klaußner.Steffi Kühnert, Josef Bierbichler, Rainer Bock, Susanne Lothar, Branko Samarovski, Detlev Buck, Mercedes Jadea Diaz, Thibault Sérié, Kai-Peter Malina, Enno Trebs, Anne-Kathrin Gummich, Marvin Ray Spey, Marisa Growaldt, Janina Fautz, Jadea Mercedes Diaz, Sebastian Hülk, Michael Schenk, Leonard Proxauf, Theo Trebs, Fion Mutert, Michael Kranz, Maria-Victoria Dragus, Levin Henning, Johanna Busse, Yuma Amecke. Titolo originale Das Weiße Band. Noir, b/n durata 144 min. - Austria, Francia, Germania, ottobre 2009.
Roberto Santini


postato da: robertosantini alle ore 06:02 | link | commenti
categorie: film
martedì, 17 novembre 2009

Cronaca nera: caso Cesaroni

Il mistero di Via Poma   (2)

Nessuno ha visto entrare nessuno.  Il portiere ha passato il pomeriggio in giardino a mangiare cocomero con altri colleghi, ma non ci sono state visite di sconosciuti. Dalle 17.35 in poi, il delitto. La ricostruzione dei fatti ipotizza che l’aggressore della Cesaroni sia entrato nell’ufficio, semplicemente perché la ragazza gli ha aperto. Era uno che lei con tutta probabilità conosceva abbastanza bene da fidarsi e da aprirgli la porta. L’ha inseguita per le stanze dell’ufficio e l’ha raggiunta e aggredita. L’ha immobilizzata a terra, qualcuno che le sta sopra e “le preme i fianchi con le ginocchia con tanta forza che le lascerà degli ematomi. La colpisce con un oggetto, oppure le simonettacesaronisbatte la testa violentemente a terra, ad ogni modo per via di questo trauma cranico Simonetta muore. A questo punto l’assassino prende un tagliacarte e inizia a pugnalarla a ripetizione. Saranno 29 alla fine i colpi inferti, di circa 11 centimetri ciascuno di profondità. Sei sono i colpi inferti al viso, all’altezza del sopracciglio destro, nell’occhio e poi nell’occhio sinistro. Otto lungo tutto il corpo, sul seno e sul ventre. Quattordici dal basso ventre al pube, ai lati dei genitali, sopra e sotto. Dopo l’omicidio, il killer pulisce il lago di sangue scorso per tutta la stanza con degli stracci, che poi strizzati saranno trovati nel bagno dell’ufficio. A controlli approfonditi, non mostreranno tracce di sangue, però. Gli abiti di Simonetta, fuseaux sportivi blu e maglietta, vengono portati via assieme a molti effetti personali che non saranno mai ritrovati, tra cui un anello d’oro, un bracciale d’oro e un girocollo d’oro, mentre l’orologio le viene lasciato al polso. Lei viene lasciata nuda, con il reggiseno allacciato, ma calato verso il basso, con i seni scoperti, il top arrotolato sul collo. Non ha le mutandine, porta addosso ancora i calzini bianchi corti, mentre le scarpe da ginnastica sono riposte ordinatamente vicino la porta. Le chiavi dell’ufficio che aveva in borsa vengono portate via, e saranno usate per chiudere il portone” (ricostruzione tratta da Wikipedia). Nessuno sente nulla, nessuno vede. Vaga e poco circostanziata la testimonianza della moglie del portiere che parla di uno che si è allontanato zoppicando e che lei scambia, sbagliando, per un inquilino. Si cercano reperti, tracce, qualcosa e, naturalmente, c’è pure chi ha letto troppi gialli. Nella stanza dove la ragazza lavora, viene rinvenuto un appunto, su un pezzo di carta. C’è scritto “CE”, in aggiunta c’è disegnato un pupazzetto a forma di fiore e in basso a destra, c’è scritto “DEAD OK”. Se ne parlerà per otto anni. Si dirà che è il messaggio cifrato dell’assassino, la traccia da decriptare. Invece in TV "Chi l'ha visto?" rivelerà, nell'ottobre 2008, che a fare quel disegno e a scrivere la frase CE DEAD OK, era stato uno degli agenti di polizia che intervennero la notte dell'8 agosto in via Poma. Dopo aver disegnato e scritto su quel foglio, l'agente dimenticò il pezzo di carta sulla scrivania di Simonetta. Intanto ecco la logica che porta al primo sospettato. Tutti in ferie, nel palazzo non c’era nessuno, solo il vecchio Valle. Nessuno è entrato. L’assassino doveva essere uno che sapeva che Simonetta era lì. Si va così tracciando il profilo dell’omicida e si tratta di un profilo che non porta lontano (in tutti i sensi): Petrino Vanacore, il portiere. Come scrivono Accorsi e Centini, citando l’ANSA, nel loro : “I delitti italiani risolti o irrisolti” (Newton Copton): “è quanto mai sospetto il comportamento freddo, distaccato, insensibile di Vanacore”… (continua)

Roberto Santini

postato da: robertosantini alle ore 06:06 | link | commenti
categorie: cronaca nera caso cesaroni
lunedì, 16 novembre 2009

Settimana in giallo
Ricorrenze dal 16 al 22 novembre
16 Novembre 1930, nasce Salvatore Riina.
17 Novembre 1906, nasce Mario Soldati, scrittore e regista italiano (morto nel 1999). E' fra l'altro autore de "I racconti del maresciallo".
18 Novembre 1946, uccisi i coniugi Del Monego è uno dei famosi "delitti di Alleghe". Luigi Del Monego e Luigia De Toni detta "La Balena", vengono uccisi a colpi d'arma da fuoco mentre tornano a casa dopo una ALLEGHEfesta. Secondo il giornalista Saviane, che per primo si è occupato della vicenda, i Del Monego furono assassinati perché considerati, dai proprietari dell'Albergo Centrale, testimoni, o quanto meno conoscitori di parte della verità sulla morte di Carolina Finazzer, moglie di uno di loro. La Finazzer fu uccisa a sua volta perché l'ingenuo Aldo, suo marito, le confidò quel che accadde alla cameriera Emma. Emma De Ventura venne ammazzata perché aveva scoperto, probabilmente (ma non ci sono le prove), un cadavere umano negli scantinati dell'Albergo. Quel cadavere, secondo le recenti ricostruzioni, sarebbe appartenuto ad un figlio che la moglie di Fiore Da Tos, Elvira Riva, proprietaria dell'Albergo Centrale di Alleghe, aveva avuto da un amore di gioventù. E questo figlio, una volta divenuto adulto e scoperto chi fosse la madre, avrebbe forse avanzato richieste sull'eredità, suscitando così la reazione dei Da Tos. Tutto questo teorema costruito da Saviane, ha dato il via alle indagini che portarono a tre ergastoli per i proprietari dell'Albergo Centrale di Alleghe, il teorema è stato recentemente messo in forte e convincente discussione dal libro di Toni Sirena (vedi nel blog il tag dedicato alla faccenda di Alleghe). Nella foto il libro di Sirena.
18 Novembre compleanno dello scrittore Angelo Marenzana.
19 Novembre 1969, ucciso l'agente Antonio Annarumma, prima vittima dei cosiddetti "anni di piombo".
20 Novembre 1900 nasce Chester Gould, americano, autore di fumetti. Suo Dick Tracy. (Gould è morto nel 1985).
20 Novembre 1989, muore Leonardo Sciascia, scrittore e saggista italiano (nato nel 1921).
21 Novembre 1963, muore Robert Stroud, criminale statunitense (nato nel 1890). Ispirò il film "L'uomo di Alcatraz".
22 Novembre 1963, a Dallas, il presidente statunitense John F. Kennedy viene assassinato.
Roberto Santini
postato da: robertosantini alle ore 05:53 | link | commenti
categorie: calendario in giallo
domenica, 15 novembre 2009

Cronaca nera: caso Cesaroni

Il mistero di Via Poma   (1)

Si potrebbe dire che il caso di Via Poma, il delitto di Simona (Simonetta) Cesaroni, è sempre stato in questi anni a più riprese in primo piano nei giornali e in varie trasmissioni televisive che si sono occupate della vicenda e del fitto mistero che l’ha da sempre caratterizzata. In aggiunta a questo, si è tornati ancora a parlarne nei giorni scorsi, vista la notizia che il prossimo 3 febbraio prenderà il via il processo per Raniero Busco, ex fidanzato della vittima, davanti ai giudici della Terza corte d’Assise. viapoma2La decisione è stata presa dal gup Maddalena Cipriani che ha ascoltato i consulenti dell’accusa e della difesa, sulle nuove "prove" venute alla luce in questi ultimi due anni e che sarebbero sufficienti ad aprire un dibattimento coinvolgente il fidanzato della Cesaroni al tempo dei fatti in questione, appunto Raniero Busco. Secondo gli esperti dell'accusa l’arcata dentale di Busco è compatibile con la traccia di un morso lasciata sul seno della vittima, uccisa con 29 coltellate il 7 agosto 1990 lì in via Poma a Roma. Diametralmente opposto il parere della difesa la quale sostiene che l’uomo sia stato incastrato. Questa la dichiarazione di Paolo Loria, avvocato di Raniero Brusco, come è stata riportata dalla stampa: "Faremo emergere nel processo le contraddizioni di cui è piena questa vicenda. Il rinvio a giudizio di oggi è dovuto a quella traccia di saliva che è stata trovata sul corpetto di Simonetta Cesaroni. In aula dimostreremo che non ci sono prove a carico di Busco, ma solo una traccia che potrebbe essere stata frutto di una contaminazione tra reperti. Le argomentazioni del pm non sono state convincenti. C’è stata da parte del gup un’interpretazione possibilista sul sangue commisto e sul morso. C’è in noi una estrema delusione per la decisione del gup. Il pm, poi, ha sostenuto la sua tesi presentando solo delle mezze prove". Questo è per ora il finale e anche la premessa. La vicenda è poi molto nota. Teatro dei fatti Via Poma 2 a Roma (nella foto). Si tratta di una costruzione imponente, edificata negli anni trenta, con un cortile alberato che ha nel centro una bella fontana. Lì vi hanno abitato i coniugi Paolo Panelli e Bice Valori, oltre al conduttore televisivo Maurizio Costanzo. È formata da sei palazzine con i portoni ai lati del cortile e si trova nel quartiere Della Vittoria, a pochi passi da Piazza Mazzini. Nel 1990 il portiere dello stabile dove sarebbe stata uccisa Simonetta Cesaroni si chiamava Pietro Vanacore, detto Petrino (o Pietrino) e abitava lì con la seconda moglie, Giuseppa De Luca, detta Pina. Gli uffici A.I.A.G. dove lavorava il giorno del delitto la ragazza, si trovavano nella scala B, terzo piano, appartamento numero 7. Petrino Vanacore lavorava nello stabile dal 1986. Nella stessa scala B abitava Cesare Valle, l'anziano architetto che aveva disegnato il palazzo e che era ormai quasi novantenne. Cesare Valle, vista l'età, aveva bisogno di assistenza e a dargliela era lo stesso portiere dello stabile. La storia di quella grande casa, non era nuova a fatti misteriosi e inquietanti: nel 1984 nello stabile era stata rinvenuta morta Renata Moscatelli, un’anziana donna soffocata con un cuscino sul viso. Non fu mai trovato alcun segno di scasso e l’inchiesta che seguì al delitto non riuscì ad accertare chi l'avesse uccisa. (È notizia di ieri che un noto avvocato si è suicidato con un colpo alla tempia proprio lì in Via Poma 2). Ma torniamo al 1990. Secondo le indagini, i riscontri e gli interrogatori svolti all'epoca, Simonetta sarebbe entrata nell'ufficio dove avrebbe trovato la morte, alle 16.00 o poco prima. L’ufficio quel giorno era chiuso al pubblico. Lei usò un mazzo di chiavi che aveva avuto dal titolare per aprire il portone. Alle 17.35 risaliva l’ultimo indizio che Simonetta Cesaroni fosse ancora viva. Le venne fatta una telefonata da Luigia Berrettini riguardo informazioni sul lavoro. Alle 18.20 ci doveva essere la telefonata al principale per aggiornarlo sullo stato dei lavori, ma Simonetta non lo chiamò mai. I familiari l’attesero a casa per le 20.00. Alle 21.30 e più tardi, non c'era ancora traccia di lei. La sorella Paola era preoccupatissima e insisteva per cercarla. Venne contattato Salvatore Volponi, il datore di lavoro, per sapere il numero di telefono degli uffici A.I.A.G. Volponi non conosceva il numero perché lui non era titolare dall'A.I.A.G, aveva solo chiesto a Simonetta di andare a lavorare lì per quel giorno. Come scrive Massimo Polidoro in "Cronaca nera" (Piemme): "...quel giorno Simonetta non ha lavorato presso la sede della Reli; Bizzocchi (socio di Volponi) l'ha infatti 'prestata' all'AIAG". Non restava che andare a vedere cos'era successo. Paola Cesaroni, accompagnata dal fidanzato, si recò da Volponi, che era in compagnia del figlio, e i quattro andarono nello stabile di via Poma numero 2. Qui, alle 23.30 circa, si fecero aprire il portone degli uffici A.I.A.G. dalla moglie del portiere e scoprirono che Simonetta era morta. Assassinata. (continua)

Roberto Santini

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categorie: cronaca nera caso cesaroni
sabato, 14 novembre 2009

Stasera in Tv su Rete 4 ore 21.30
"L'ULTIMA ECLISSI"
Stasera su Rete4, alle 21.30 va in onda "L'ultima eclissi". Il film è certamente consigliabile, se non fosse per la pubblicità assordante e perché c'è il rischio che nel mezzo appaia qualche "obiettivo" telegiornale. Comunque il film è da rivedere. Riporto qui la trama tratta da "Il Morandini" (Zanichelli): "La cameriera Dolores LClaiborne (K. Bates con la voce di Valeria Moriconi) è accusata di aver ucciso la sua padrona. Riemergono gli antichi sospetti di aver assassinato, molti anni prima, il violento consorte alcolizzato. Torna per l'inchiesta Selena (J. Jason Leigh), la figlia giornalista che da anni si è allontanata. Da un romanzo di Stephen King un film in chiave femminista, particolarmente riuscito nel confronto tra madre e figlia: Strindberg contaminato con Hitchcock. Sapiente scansione drammatica a 2 livelli temporali (passato e presente) che si intersecano su diverse tonalità cromatiche, sagacia delle rivelazioni (qualcosa di più che colpi di scena) che rilanciano più volte il racconto, suggestiva ambientazione nel Maine, poderosa e ponderosa K. Bates. Il miglior film di un regista impersonale". La sceneggiatura è di Tony Gilroy. Premi vinti: Tokyo International Film Festival 1995: premio per la migliore attrice non protagonista (Ellen Muth). Le musiche sono di Danny Elfman. Non molti gli errori ("bloopers") in questo film: In una scena, sullo sfondo, sono visibili delle macchine con targa Nova Scotia placca, dove fu girato un film... non Maine, dove e' ambientata la storia... In una scena qualcuno sta fumando una DuMarier (sigaretta canadese) presa da un pacco di sigarette americane.
Roberto Santini
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categorie: film noir riscoperti
venerdì, 13 novembre 2009

Premiazione Sabato 14 Novembre 2009, ore 18,15
Chiesa del Gonfalone. Largo C.Bonardi - Fossano
"ESPERIENZE IN GIALLO"
DODICESIMA EDIZIONE
EsperienzeSi terrà domani  la cerimonia di premiazione della dodicesima edizione del concorso letterario "Esperienze in giallo". Come tradizione del concorso i racconti migliori saranno pubblicati in un'antologia. La giuria del Premio è composta da: Alberto Sinigaglia, Cristina Bragaglia, Margherita Oggero, Bruno Gambarotta, Beppe Ghisolfi, Claudio Gorlier, Beppe Marano, Maurizio Matrone, Gianni Menardi, Antonio Miglio. Al vincitore il "Segnalibro d'oro". Insieme al premio in questione, a Fossano ci sono state e ci saranno diverse manifestazioni "vicine" al giallo: giovedì per "Sport e giallo" si è parlato dei "50 anni senza Coppi, ma il mito non muore", oggi alle 9,45 nell'Aula Magna I.I.S. in Via San Michele incontro con Andrea Carlo Cappi e Cristina Astori su "Eroi & Bastardi. Da Diabolik a Tarantino". Sempre nella stessa sede si tiene dal 7 al 14 Novembre la mostra "Diabolico Diabolik". Segnalo gli eventi in questione, anche ripensando a una delle prime edizioni del premio, in cui vinsi un segnalibro d'argento, il tutto accompagnato da un'accoglienza amichevole e signorile difficile da scordare.
Roberto Santini
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categorie: concorsi
giovedì, 12 novembre 2009

Domenica 15/11/09 su "Rosso Scarlatto" Radio Rai 3, ore 14.00
"CONTRACTOR"
Piuttosto intrigante, se non proprio "inquietante", l'argomento oggetto di "Rosso Scarlatto" la trasmissione di Radio RAI 3 in onda domenica 15 Novembre alle ore 14. I contractor sono specialisti assunti dalle compagnie di sicurezza private, soldati ombra che operano nelle zone "calde" del mondo. Gianpiero Spinelli è uno di loro: ex paracadutista della Folgore, racconta attraverso il suo libro la realtà quotidiana di un Paese dilaniato dalla guerra. Realtà inimmaginabile: 200mila contractor, un vero e proprio esercito, contractorsono impegnati in Iraq in attività di scorta, difesa, addestramento. Si tratta di professionisti pronti all'uso preventivo delle armi, di uomini che operano alle dipendenze del Dipartimento di Stato e del Dipartimento della Difesa Americano, ma non solo: molti di loro lavorano al soldo di enti privati, come grandi multinazionali. Amico dei contractor italiani sequestrati nel 2004 in Iraq, Spinelli riesce a salvarsi per puro caso dall'imboscata che costerà la vita a Fabrizio Quattrocchi. Come si può leggere nel sito di Rosso Scarlatto: "Vanno dovunque siano disposti a pagarli e la loro presenza non sia espressamente vietata. Dovunque ci sia bisogno di uomini perfettamente addestrati al combattimento e pronti a tutto. Come dice lo slogan della Blackwater Worldwide, la potentissima organizzazione creata dall'ex Navy Seal Erik Prince, "allenarsi oggi per affrontare le sfide di domani". La definizione tecnica è "compagnia militare privata". Di fatto, sono aziende grandi e piccole che hanno fatto della guerra un business. Mercenari del Terzo Millennio: ipertecnologici e manageriali. Indifferenti a tutto meno che al denaro.Intervengono il giornalista Andrea Nativi, Direttore della Rivista Italiana Difesa, e Gianpiero Spinelli, autore di "Contractor", edito da Mursia". "Rosso Scarlatto" è un programma di Antonella Ferrera a cura di Diana Vinci. Redazione: Paola Veneto - Federico Zamboni. Musiche originali di Alessandro Molinari. Regia di Manuel de Lucia.
Roberto Santini
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categorie: appuntamenti
mercoledì, 11 novembre 2009

Bloopers noir
"L'ombra del dubbio"
Ecco gli errori riscontrati in uno dei più noti film di Hitchcock: "L'ombra del dubbio". La trama è conosciutissima: Lo zio Carlo irrompe nella quieta vita dei suoi parenti in una tranquilla cittadina e la nipote Carla (Teresa Wright) comincia a sospettare che dietro l'apparente simpatia e fascino della zio, si nasconda il pericolo rappresentato da un serial killer dedito ad uccidere vedove e a intascarne i soldi. lombradeldubbioCome ho già detto la ricerca degli errori nei film è solo un gioco che nulla toglie al valore artistico degli stessi...
1) La prima volta che Carla attraversa la strada viene fermata dal poliziotto che in una inquadratura agita le braccia in modo scomposto, in quella immediatamente successiva è fermo immobile.
2) C'è un'inquadratura di un giornale, scritto in inglese, e in sovraimpressione scorre la traduzione italiana. Ad un certo punto c'è scritto: "il così detto 'killer delle vedove allegre'"... meglio scrivere "cosiddetto", una sola parola.
3) La famiglia Newton è a tavola, Carlo dice al nipotino di andargli a prendere una bottiglia di vino. Alcuni personaggi parlano di "pranzo", mentre Carlo dice che sono a "cena".
4) Scena fuori dalla chiesa. La piccola Anna si intrattiene a parlare coi due detective, in una inquadratura ha il braccio destro alzato, in quella successiva no, in quella ancora successiva è di nuovo alzato.
5) La porta del garage si apre verso l'esterno, ma quando Carlo cerca di uccidere Carla asfissiandola coi gas di scarico dell'auto, la porta si apre nell'altro senso.
6) Quando Carla è alla biblioteca, si vede l'ombra della cinepresa sulla sua schiena.
7) All'inizio del film squilla il telefono in casa Newton, una voce femminile fuori campo chiede alla piccola Anna di andare a rispondere. Mentre la donna pronuncia la battuta il telefono smette di suonare, per poi riprendere insistentemente a battuta completata.
Roberto Santini
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categorie: blooper noir